Resistere e creare gesti — collettivi


Il nostro primo incontro è stato telefonico, tarda mattinata di un soleggiato martedì, Alessandro parla a nome di un gruppo, questo si capisce dal primo momento, ci racconta del collettivo iso43100, che unisce l’amore per la fotografia analogica al senso di appartenenza di chi è nato e decide di rimanere o di ritornare in quel luogo, che ovviamente è Parma. 

Città che durante la nostra conversazione si intreccia con qualche altra città dell’India, per riconoscersi nelle uguaglianze che ci appartengono. | Perché la fotografia analogica, prima ancora di essere una tecnica, è un modo diverso di guardare il mondo | commenta Alessandro, che è tornato da poco da un viaggio a Calcutta, luogo dove sicuramente si possono osservare le cose con altri pensieri, come scriveva Tiziano Terzani. Ripartiamo dai contenitori, i nostri Dabbas, trovando sicuramente una storia non solo da raccontare, ma anche da mostrare.

Il collettivo iso43100 utilizza la fotografia come una posizione sociale, un atto avventuroso che si esprime attraverso 36 pose, a volte 24, quelle contenute in un rullino fotografico. Un gesto, una postura di attesa, che conduce verso la pratica del definire una propria modalità e un proprio ritmo, come il lettore che crea il proprio spazio, spazio di pensiero e di tempo. 

| Spesso ci chiediamo cosa ci porti ancora ad andare in giro a scattare con vecchie pellicole fotografiche, sfidando le condizioni economiche avverse del mondo e dei nostri portafogli e continuando a sostenere una passione costosa, lenta e decisamente scomoda. Eppure siamo sempre stati tutti e quattro piuttosto sicuri che questo sia, almeno per ora, l'unico modo in cui vogliamo esprimerci attraverso la fotografia | 

Oltre alla fotografia iso43100 si esprime anche attraverso il contesto e le relazioni, la città e le persone. La fotografia è anche un mezzo per comprendere e per incontrarsi, come ci raccontano nel corso del nostro scambio, così qualcosa di personale è diventato una questione collettiva.

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Il collettivo ha organizzato nel tempo mostre, esposizioni e collaborazioni con realtà di Parma e non solo. Successivamente iso43100 ha anche iniziato a guardare oltre alla sola fotografia analogica, per allargare la ricerca verso altre destinazioni: la fotografia può essere ritagliata, sovrapposta, deformata, sporcata, mescolata alla grafica e utilizzata come materia prima per creare qualcosa di completamente nuovo. 

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Da questo processo iso43100 avvia diversi progetti di visual art e anche una serie di prodotti, come magliette, felpe, tote bag, come spiegano i quattro del collettivo | Ci piace pensare che una fotografia possa smettere di essere soltanto qualcosa da guardare e diventare qualcosa da vivere. Che possa uscire da una mostra, da una stampa o da uno schermo e finire sulla schiena di qualcuno, sul muro di una camera, su un lampione della città. E soprattutto ci piace vedere questi oggetti addosso e nelle mani di persone che magari non conosciamo. Perché in quel momento qualcosa che era iniziato da uno scatto fatto da uno di noi diventa parte della vita di qualcun altro. Forse è proprio questo il filo che tiene insieme tutto quello che facciamo |

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| Nel tempo abbiamo capito anche un'altra cosa: una fotografia non deve necessariamente finire dentro una cornice | 






| CONTENITORI DI STORIE |

Immaginiamo tutti i rullini, racchiusi nei loro piccoli contenitori cilindrici pieni di storie, di attese, di colori, di scatti senza anteprima. E di tutti gli scatti forse non riusciti, che hanno creato confidenza e allenato il gesto collettivo dell’osservare: un procedere per esperienze, fotografiche e del vissuto, attraverso l’obiettivo.

| ISO43100 |

iso43100 è un collettivo di fotografia analogica nato da quattro amici, qualche vecchia macchina fotografica e molti rullini, a Parma nel 2021. Alessandro, Pietro, Matteo e Alessandro, sono di Parma e spesso si possono incontrare in giro per la città con una macchina fotografica in mano. 

Il nome stesso del collettivo iso43100 dichiara sin da subito i riferimenti culturali e geografici. Iso come il valore che indica la sensibilità della pellicola alla luce. 43100, come il vecchio CAP univoco di Parma, appartenente a un'era che, a modo suo, oggi sembra analogica quanto le macchine fotografiche. Per iso43100 Parma è sempre stata casa. È il luogo dove sono cresciuti Alessandro, Pietro, Matteo e Alessandro, e posto che il collettivo continua a fotografare e in cui vuole costruire qualcosa, attraverso la collaborazione con le realtà della città. 

| Grainy Days | 

La prossima mostra | Grainy Days | Analog Photography Exhibition | di iso43100 si terrà dal 11 al 31 ottobre 2026 presso Spazio 3, in via Borghesi 3 a Parma.

| PERSONE CHE RACCONTANO STORIE |

Tutte le immagini fotografiche sono state immaginate e scattate da iso43100 Analog Collective | Parma

Instagram | iso43100